25 giugno 2016

Italian reports • 57

Buongiorno wordsbookiani!!!

Oggi mi sono per l'ennesima volta svegliata all'alba. Solo il weekend posso dormire un po' di più e oggi invece dovevano venire quelli della caldaia alle 8.00 del mattino, vi pare una cosa normale? Uff e io che volevo restarmene appallottolata sotto le coperte ancora per un po'. Ma va beh, una volta in piedi inizia la giornata quindi prima di partire alla volta di Milano per un bel pranzetto vi lascio il nuovo appuntamento con Italian reports e il romanzo Il viaggio di Lea di Guia Risari edito da Einaudi Ragazzi qualche giorno fa...

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Il viaggio di Lea
Il viaggio di Lea
di Guia Risari

Editore: Einaudi
Pagine: 225
Prezzo: 14,00 €
Formato: Cartaceo
Data d'uscita: 14 giugno 2016
Link acquisto: amazon.it

Trama:
Lea ha dodici anni. E’ orfana, vive col nonno nella periferia di una città. Traumatizzata dalla perdita dei genitori si chiude in un mutismo ostinato fino a quando il nonno le porta un gatto rosso, Porfirio, un animale misterioso e parlante, un po’ saggio e un po’cinico. Lea è tormentata dalle domande sulla vita, la morte, il dolore e parte assieme a Porfirio per trovare le risposte. Finisce in una bisca, conosce un vagabondo, una chiromante, un assassino poeta, una coppia di pescatori filosofi, una strana famiglia di agricoltori, una gaia becchina. Visita un campo di rieducazione e un trio di velleitari rapinatori che finiscono per cambiar mestiere. È sempre seguita da un'ombra inquietante con piedi piccoli e occhi cangianti. È la Morte che Lea riesce infine a interrogare, scoprendo il senso della vita. Sulla via di casa, Lea fa amicizia con una ragazzina, la nipotina della Morte, che desidera visitare un altro mondo, guidare un vero cavallo e giocare i suoi coetanei. Chiede quindi a Lea di stare un po’ con lei e in cambio risponderà a tutte le sue domande. Il viaggio di Lea è un romanzo di formazione, che affronta temi come la sofferenza, la morte, la paura, il mistero, ma anche l'amore, l'amicizia, la giustizia, la diversità. Nel tentativo di chiarire quello che le risulta oscuro, la protagonista impara che non esiste una risposta semplice alle grandi domande della vita. Ma nella ricerca delle risposte Lea troverà la saggezza che potrà spegnere almeno in parte la sua inquietudine.

Guia Risari
Guia Risari vive a Torino. È laureata in Filosofia morale, si è specializzata in Studi ebraici moderni in Inghilterra e in Letteratura comparata in Francia, dove ha vissuto per qualche tempo collaborando con le migliori università francesi. Ha scritto saggi e tradotto romanzi e poesia. Pubblica testi surrealisti, teatrali, libri per bambini, saggi, poesia e narrativa. Un suo testo, La pietra e il bambino, è stato messo in scena da Teatro Gioco Vita. Tra i suoi libri più recenti, Il taccuino di Simone Weil (rueBallu 2014), Il Decamerino (Mondadori 2015) e La porta di Anne (Mondadori 2016). Scrive e pubblica in quattro lingue. Lavora con case editrici, riviste, compagnie teatrali, radio e quotidiani. Interviene con laboratori e corsi di scrittura e lettura. Tiene conferenze e formazioni in scuole, università, biblioteche, librerie, festival.



Lea e il nonno vivevano in una grande città. Case antiche e parchi alberati si alternavano a rari grattacieli e a giganteschi casermoni circondati da lunghi viali in cui una spessa nebbia puzzolente avvolgeva visi e foglie. Tra i suoni dei clacson, emergevano voci, starnuti, richiami, lo sferragliare dei tram e lo stridio delle frenate. Il rumore era così assordante che spesso non si riusciva nemmeno a sentire chi camminava accanto.
Per fortuna, Lea e il nonno abitavano al Mulino, una zona che al posto di strade asfaltate e semafori aveva orticelli disordinati e terreni abbandonati. In quel quartiere c’erano soprattutto basse casette di mattoni con cancelli arrugginiti e staccionate scrostate che avrebbero avuto bisogno di una bella riverniciata.
Era un sobborgo di operai, artigiani, impiegati e pensionati, popolato da frotte di bambini che si sparpagliavano nei campi che qualcuno recintava abusivamente e coltivava.
Questi gruppetti di marmocchi mettevano da parte le regole imparate a casa e a scuola e si scatenavano in giochi violenti e pericolosi. Non avevano paura di niente e non rispettavano nessun divieto. Si sfidavano a darsi la caccia e si infliggevano le peggiori punizioni. Chi perdeva veniva bendato, condotto nel folto della campagna e lasciato lì oppure lo si obbligava a fare il bagno nel torrentello fangoso dove nuotavano grossi lucci che mordevano come dannati. Altrimenti, il malcapitato era spogliato, legato a un albero e abbandonato al suo destino. Anche in pieno inverno.
Quando pensava a quei piccoli delinquenti, Lea tirava un sospiro di sollievo. Meno male che lei era grande. Aveva dodici anni, una grossa testa rotonda con capelli color limone e gli occhi scuri e seri di un’adulta. Non era particolarmente carina. D’altra parte, lei all’aspetto non ci teneva. La sua espressione, concentrata e inquieta, era quella di chi è sempre alla ricerca di risposte a domande difficili, che sconcertano.
Lea abitava al Mulino da tre anni, ormai. I suoi genitori erano morti in un incidente e lei per un lungo periodo non aveva più parlato. A niente erano serviti i colloqui con gli psicologi, le rassicurazioni, le promesse. Aveva ricominciato a parlare grazie a un gatto.

Che ne dite? È un romanzo per ragazzi ma mi ispira molto!
A domani!! Ciaooooooo ^___^

2 commenti

  1. Ciao Clary li leggo sempre con piacere i libri per ragazzi hanno una profondità particolare anche se letti da non più young! ^_^

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    1. Sono d'acordissimo Ely!! Alcuni sono veramente bellissimi e non mi stanco mai di queste storie!!!

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