12 marzo 2016

Italian reports • 33

Buon pomeriggio wordsbookiani belli!!!

Questa mattina mi sono bella che rilassata a casa, ho letto un po' e sistemato un po' di cose che ieri non ho potuto fare e ora mi preparo per affrontare il pomeriggio.
Nel secondo appuntamento della giornata con Italian reports vi segnalo il romanzo Devi stare lontano da me di Katia Anelli, uscito proprio ieri sugli store. Scopriamolo assieme ad un estratto e al booktrailer...


Italian reports
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Devi stare lontano da me
Devi stare lontano da me
di Katia Anelli

Editore: Self publishing
Pagine: 270
Prezzo: 3,99 €
Formato: eBook
Data d'uscita: 11 marzo 2016
Link d'acquisto: amazon.it

Trama:
Lui: eterno fidanzato, allergico al matrimonio. Carriera, successo e denaro.
Lei: madre single, dedita al proprio bambino. Vita modesta.
Due mondi diversi. Distanze che sembrano insormontabili. Sembrano, perché, si sa, gli opposti si attraggono.
Stefano e Monica si conoscono, si avvicinano e s'innamorano, nonostante tutto, ma ad impedire la loro relazione si alternano una famiglia ricca, che fa dell'apparenza il proprio biglietto da visita, e una fidanzata, che persiste in un rapporto ormai logoro.
O forse non sono loro a costituire il vero ostacolo. Cosa nasconde Monica?
A volte ciò che l'amore unisce, la vita separa.

Katia Anelli
Katia Anelli si è diplomata al Liceo Classico ad indirizzo linguistico, vive nella provincia di Cremona ed è una divoratrice di romanzi, di ogni genere, anche se predilige i romanzi d’amore. Ha iniziato a scrivere il suo primo romanzo, L'amore è un'altra cosa alla fine di Gennaio, più che altro così, per hobby, ma pian piano ha iniziato a prendere forma e in meno di un mese l’ha completato, revisionato e autopubblicato

Il topolino psicopatico in multicolor sfoggia un impertinente sguardo sexy e mi si avvicina. Forse un po’ troppo.
Cristo, sono completamente fuso, se inizio anche a pensare che abbia un che di sensuale.
«Pensi che possa fare qualcosa per ringraziarti?», mi chiede e riesce a mandare in cortocircuito il mio cervello. «Tu hai aiutato me e magari io potrei fare qualcosa per aiutare te. Ovviamente questa volta sarei molto più delicata, a meno che…», s’interrompe pensierosa.
Oddio e ora cosa le passa per la testa?
Cerco, ed ho successo, di liberare la mia mano.
Qui è imperativo allontanarsi! È quello che sto per fare, quando lei riprende a parlare: «Sei uno a cui piace il sesso spinto?», le si illumina il volto. «Sì», annuisce. Adesso mi fa paura, soprattutto quando vedo che avvicina la sua mano al mio addome.
«Ferma là!», faccio un salto indietro.
Questa ragazza preoccupa anche il mio fedele compagno di giochi, che batte la ritirata.
«Ehi, ma di cosa ti preoccupi?», sbatte le palpebre su due bellissimi occhi da cerbiatta.
Il mio fedele amico rimette fuori la testa e apprezza la visuale. Debole.
«Io? Di niente», affermo e deglutisco, «ma avrei una certa fretta, sai… impegni», le spiego laconico.
«Oh, poverino», asserisce stupita e si porta una mano alla gola.
«Cosa?».
«Non l’avevo capito che eri impotente. Oh, scusa! È stata una così totale mancanza di rispetto da parte mia credere che fossi uno a cui piace giocare pesante, quando invece hai certe difficoltà…».
«Ma che cavolo dici? Guarda che io sto benissimo!», m’arrabbio. «Il mio compagno lì sotto non ha proprio alcuna difficoltà ed è uno che, quando c’è da giocare, gioca duro, non si tira mai indietro, non so se ho reso l’idea…».
«Oh, sì, perfettamente», si prende gioco di me.
«Eh, senti tu, maniaca del sesso. Ricordati che, se sei diventata così senza provare me, non ho idea di come potresti diventare dopo averlo fatto. Facile che finirebbero col doverti rinchiudere a chiave da qualche parte», affermo sicuro di me.
Per tutta risposta la pazza scoppia a ridermi in faccia.
Ma guarda te, questa tipa!
La guardo al mio peggio.
«Scusa, scusa», farfuglia tra le risa, «sei troppo divertente!».
Corrugo la fronte.
«Cosa ci sarebbe di così esilarante, perché io mi sono perso!», le chiedo.
«Tu», e via che se la ride.
«Senti, la cartelletta ce l’hai, io i gioielli di famiglia anche… chiudiamola qui…».
«E la cosa più buffa è che ci credi veramente a quello che dici», è sconvolta dalle risate.
Io sono sconvolto da lei.
Fa un paio di respiri profondi, le guance le si sono colorate di rosa e, quando mi guarda con un vivace sorriso, noto che le sono spuntate anche due bellissime fossette.
Ok. Il topolino in multicolor, tutto sommato, ha un viso abbastanza carino.
«Finito di sghignazzare?», m’informo offeso.
«Più o meno… avresti dovuto vedere la tua faccia. Sei davvero un tipo tutto strano».
«Io?», le chiedo scioccato. «Ma tu ti sei mai guardata allo specchio? Per esempio, stamattina chi ti ha vestita? Stevie Wonder?».
«Perché? Che ho che non va?», mi chiede, guardandosi il vestito. «I colori mi mettono allegria. Mi piace essere positiva».
«Senti, lasciamo stare, vestiti come ti pare! Io sono venuto solo per portarti la tua cartellina clinica, che ti ho dato, quindi siamo a posto».
«Oh, bè, credo che lo saremmo se questa fosse mia, ma non lo è, quindi…», me la restituisce.
La fisso ammutolito.
È seria?
La guardo negli occhi.
È seria.




Che mi dite di questo romanzo, lo conoscevate?
Ciaooooooo ^___^

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