12 dicembre 2015

Italian reports • 14

Buongiorno carissimi readers!!!

Come avete iniziato il weekend? Lavorare solo tre giorni mi è piaciuto da morire ma non vedevo comunque l'ora che arrivasse il fine settimana. Vi segnalo in questo post il romanzo Un altro domani di Giada Bafanelli. Con questo romanzo Giada segna il suo esordio nella narrativa rosa, ma vediamo i dettagli del libro...


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Un altro domani
di Giada Bafanelli

Editore: Self publishing
Pagine: 153
Prezzo: 0,99 €
Formato: eBook
Data d'uscita: 9 dicembre 2015
Link d'acquisto: amazon.it

Trama:
Il sogno di Liv è sempre stato quello di diventare una cantante professionista. Eppure, nonostante gli anni spesi a studiare al conservatorio, sembra che la sfortuna la perseguiti: ha solo tre allieve, sua madre la disprezza e il famoso mezzosoprano Elizabeth Night non sembra affatto colpito dalla sua voce. Dopo che anche il fidanzato la lascia, il piccolo porto sicuro che Liv si era creata sembra andare in pezzi.
Soltanto Ethan, un ragazzo conosciuto per pura coincidenza, sembra capirla fino in fondo.
Tra litigi, parole non dette e incomprensioni, saranno le note di una canzone a decidere il destino di Liv e Ethan.

Giada Bafanelli
Giada Bafanelli ha ventisette anni e le sue più grandi passioni sono sempre state la musica e la narrativa, specialmente di genere fantasy. Oltre al racconto urban fantasy “Alone. Il solitario”, ha pubblicato il romanzo fantasy ispirato alla mitologia norrena “La figlia della vendetta” e il prequel “I giardini di Asgard”. “Un altro domani” è la sua prima incursione nella narrativa rosa.

Per ulteriori informazioni potete trovare l'autrice su:
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Presi un respiro profondo, cercando di calmare i battiti del cuore, che martellava così forte da rischiare di sovrastare gli acuti emessi dalla cantante che era entrata nella stanza prima di me. Il pianista la stava accompagnando in maniera egregia, e la voce tonda e cristallina risuonava alla perfezione, mentre eseguiva l’aria. Era un pezzo di Mozart, come il mio, ma ero così agitata che non riuscivo nemmeno a ricordare da quale opera fosse tratto quello che il soprano al di là della porta stava cantando. Strinsi più forte lo spartito nella mano destra, e solo allora mi resi conto di quanto lo avessi impregnato di sudore. Sperai di non aver cancellato l’inchiostro, perché non avevo tempo di uscire per andare alla ricerca di un’altra partitura. Cavolo.
La cantante eseguì una serie di note in crescendo, e all’improvviso il mio cervello riconobbe l’aria che stava eseguendo. Era Porgi Amor, daLe nozze di Figaro. A livello tecnico non era difficile in modo particolare, non c’erano note troppo acute né barocchismi. Di sicuro quella cantante avrebbe potuto eseguire un’aria più complessa per dimostrare le sue capacità; eppure il modo in cui la cantò, così privo di sbavature e ricco di armonici, e soprattutto con un’interpretazione tanto sentita, mi lasciò senza fiato. Quella tizia era una che sapeva il fatto suo. Porca miseria, aveva anche un timbro che mi ricordava un sacco quello di Reneta Tebaldi. Il pezzo finì, e nello stesso momento mi resi conto che avevo cominciato a sudare freddo. “Oh, porca vacca.” Mi dissi, quando la porta si aprì. Un attimo dopo uscì il soprano, una ragazzetta bassa e con le lentiggini. I suoi occhi incrociarono i miei, e quando mi sorrise mi resi conto di quanto fosse soddisfatta e sicura di sé.
Un istante dopo di lei fece capolino una donna di mezza età, tarchiata e con i capelli raccolti in uno chignon. La riconobbi subito come l’assistente personale di Elizabeth Night, alias il mezzosoprano che, a soli ventitré anni, aveva stupito tutto il mondo della musica classica grazie ai suoi incredibili virtuosismi e alle sue innate doti di attrice teatrale. La donna, senza guardare nessuna delle presenti, abbassò la testa per leggere qualcosa sul taccuino. Si sistemò un attimo gli occhiali sul naso, prese un respiro e annunciò: «Liv Sakamoto!»
“Oh, cavolo, tocca a me.” Pensai.
L’assistente alzò lo sguardo e mi fissò, dopodiché sorrise. Era ovvio che Liv Sakamoto ero io, visto che nella stanza ero l’unica con dei tratti somatici orientali.
«Prego, entri pure.» Disse con voce affabile ma allo stesso tempo atona. Da quando ero arrivata, alcune ore prima, l’avevo sentita ripetere quella semplice frase diverse dozzine di volte. Doveva essersi stancata.

Cercai di sorridere a mia volta, ma mi resi conto che il nervosismo mi aveva paralizzato i muscoli della faccia. Di sicuro quello non era un bel modo per cominciare un’audizione.


Giada è già stata più volte ospite di Words of books con i suoi romanzi di genere fantasy: La figlia della vendetta e Alone, se ve li foste persi potete trovare il post corrispondente cliccando sul titolo di vostro interesse. 

Cosa ne dite? Vi ispira la trama di questo nuovo romanzo?
Ci vediamo domani, ciaooooooo ^___^

2 commenti

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