16 novembre 2015

Lauren Kate

Buon pomeriggio wordsbookiani!!!

Oggi un post particolare e un po' diverso dal solito. Sabato pomeriggio ho avuto la possibilità grazie a Giulia e alla Rizzoli di passare un pomeriggio assieme a Lauren Kate. *____*
Quindi sabato mattina sono iniziati i preparativi per questa giornata e per pranzo mi sono incontrata con Chiara (Il castello tra le nuvole), Elisa (Devilishly Stylish) e Silvy (We found wonderland in books) per fare una bella scorpacciata di sushi, tra chiacchiere sui libri, un po' di preparazione per l'intervista pomeridiana e qualche deviazione sulle serie TV e il film di Fallen!

Ma non mi perdo troppo in chiacchiere per lasciarvi l'intervista che Chiara, Nora (Honey, there are never enough books) e io abbiamo fatto alla dolcissima Lauren.
[Le domande sono di tutte e tre perché alla fine è stata una bella chiacchierata davanti a un buon tè caldo e noi blogger, abbiamo concordato di pubblicarla tutta per dare un senso alle domande e rendervi più piacevole la lettura]


Intervista a Lauren Kate

1. Cominciamo subito parlando del film. Sei stata sul set?
Sì, sono stata sul set, ho assistito mentre stavano giravo delle scene a Budapest, in un castello chiamato Tura. Ho passato lì due settimane e ho davvero amato tutto.
Il film mi ha coinvolta fin dall'inizio. Sono uno dei produttori esecutivi, quindi, non potevo mancare ai casting e ho potuto vedere tutti i trailer e conoscere tutta la crew.
A Tura Castle c'erano duecento persone che lavoravano alla realizzazione di questa scena che, nella mia testa, era cominciata come una piccolissima idea, è stato davvero impressionante. Gli attori sono davvero molto preparati, la chimica tra loro è fantastica ed era la cosa che mi preoccupava di più e che speravo riuscisse bene. Hanno superato le mie aspettative!
Adoro anche il regista e penso che il film sarà bellissimo, sono davvero molto emozionata.

2. Cosa ne pensi di Jeremy Irvine?
È bravissimo, ha preso il ruolo molto seriamente: ha letto tutti i libri compreso Angels in the Dark anche se è uscito da poco. Il romanzo non era ancora stato pubblicato, e si è cercato da solo tutte le novelle online. Voleva rappresentare al meglio il personaggio e una volta che ho lasciato il set ha continuato a farmi domande come: “Fanno questo? Quello?” oppure “Daniel come si sentirebbe, in questo modo o in quest'altro?”
Penso che a tutto il casting importasse davvero molto del proprio ruolo, anche come un investimento a lungo termine; nella speranza di fare tutti i film e crescere con questo ruolo.
Jeremy è stato grandioso e credo che tutti siano rimasti impressionati dalla sua professionalità e dalla sua intensità. È stato molto bravo... [guardando Chiara in adorazione ha poi aggiunto] ed è anche molto carino!

3. Mi piacerebbe sapere quale parte del libro volevi assolutamente vedere nel film.
Emmmm... Ci sono alcuni momenti a cui sono particolarmente legata e che speravo venissero resi nel modo giusto. Uno tra questi è il “flirt” iniziale tra Luce e Cam (nel libro avviene nel cimitero mentre nel film è in una specie di drammatico parco nel campus).
La chimica tra Jeremy (Daniel) e Allison (Luce) è davvero particolare, molto specifica. È però fantastico vedere che Allison può benissimo passare da una scena con Jeremy a una con Harrison (Cam) ed è una chimica diversa: è molto più sensuale, intensa in maniera differente. La prima è incredibilmente emozionante, mentre la seconda è molto fisica e palpabile.
Sono molto contenta del modo in cui hanno girato la scena e la chimica è proprio quella giusta.
C'è un'altra scena che volevo che mantenessero. Quella del confronto tra Luce e Daniel. Nel libro avviene in una specie di laghetto, mentre nuotano, mentre nel film avviene all'interno della piscina della scuola, ma è molto simile in quanto a peso e importanza, ed è bellissima.

4. Com'è stato vedere i tuoi personaggi nel film?
Più facile di quanto mi aspettavo.
Ho finito di scrivere Rapture, nel 2011, e il film è stato girato solo nel 2014. Erano passati anni da quando avevo finito di scrivere la loro storia; questo mi ha messo in una determinata prospettiva. Sentivo come se avessi già finito con loro e che la storia non fosse più mia, piuttosto vostra. Ero preoccupata per voi lettori, a cui sono piaciuti i libri. Come vi sareste sentiti all'uscita del film? L'avreste percepito come una vera incarnazione della serie? Questa è stata la mia più grande paura ma anche la mia più grande curiosità, non appena arrivata sul set.
Quando me ne sono andata, però, mi sentivo sicura che le persone a cui sono piaciuti i libri sarebbero state felici del risultato.

5. Qual è stato il romanzo che ti ha fatto iniziare a scrivere?
Si intitola Rumore Bianco di Don DeLillo. L'ho letto in un periodo in cui mi è sembrato possibile diventare una scrittrice.
Ho sempre scritto per tutta la mia infanzia, da quando avevo sei o sette anni, ma non mi sono mai presa sul serio. Sono sempre andata nelle scuole e nelle librerie a parlare ai ragazzi di quante ore al giorno passo al computer, di quanto tempo mi ci vuole per scrivere e di cosa faccio quando non riesco a risolvere alcuni problemi, ma quando ero io l'adolescente, non ho mai incontrato nessuno, nessuno scrittore, nessun artista, nessun musicista. Non ho mai incontrato nessun adulto che facesse qualcosa di creativo nella sua vita e così non mi è mai sembrato possibile poter creare storie.
All'inizio dell'università, ho fatto il mio primo corso di scrittura. Stavo leggendo Rumore Bianco e ho semplicemente pensato “Se si può fare, questo è ciò che voglio fare”. 

6. Mi piacerebbe sapere qual è l'ultimo libro che hai letto
Si intitola Love and other ways of dying di Michael Paterniti. Ne parlavo anche ieri e non penso sia già stato pubblicato in Italia, ma spero che lo sarà presto perché è davvero grandioso. Parla della maniera in cui i nostri momenti estatici, come l'amore e la morte, siano così simili. Le parti migliori della nostra vita e quelle peggiori sono così simili pensando a cosa ci fanno passare. Davvero un bellissimo libro.

7. In Angels in the Dark non c'è nessuna storia su Luce e Daniel dopo la fine di Rapture. 
In futuro leggeremo qualcosa in proposito?
Sai ho scritto una storia a proposito di Luce e Daniel adesso, quando stavo scrivendo Unforgiven. E per quanto mi riguarda so dove sono e cosa gli sta succedendo. Ma l'ho scritta comunque e ne ho parlato al mio editor a New York e abbiamo deciso di toglierla. Quindi c'è, ma non so se la condividerò coi lettori, o no. Penso che ci sia qualcosa di importante e potente nel fatto che i lettori riescano a capire da soli in che direzione è andata la storia, quindi non voglio dire troppo. Per me, il modo in cui è finito Rapture è quello giusto, quello che ha dato giustizia alla loro storia, ma chi lo sa, magari la farò uscire ad un certo punto. 

8. Se dovessi scegliere il tuo personaggio preferito tra i tuoi,
non solo quelli presenti in Fallen, chi sarebbe e perché?
Cam è sempre stato il mio preferito. È basato su mio marito quindi per me è stato molto facile innamorarmi di lui.

9. Parlando del finale di Rapture. Hai mai pensato ad un finale diverso o quello che abbiamo è esattamente come l'avevi pensato all'inizio?
Ho dovuto scrivere il finale di Rapture tre volte per renderlo giusto. Non è in realtà come l'avevo pensato all'inizio, ma è l'unica maniera in cui poteva finire.

10. Nel nuovo libro, Unforgiven, si parla del personaggio di Cam. Avevi già in mente questa storia per lui quando stavi scrivendo la saga di Fallen o ti è venuta in mente dopo?
In realtà dopo. Ho sempre saputo che avrei voluto scrivere la sua storia, dall'inizio di Torment diciamo. Lui è così interessante ed è diventato il mio preferito, quindi sapevo che avrei trovato la sua storia. Non sapevo quale fosse e non l'ho saputo per un paio d'anni dopo aver finito di scrivere Rapture... stavo solo aspettando.
Poi una lettrice mi ha scritto una domanda un paio d'anni fa, stavo controllando Passion per risponderle. Stavo rileggendo la scena in cui per la prima volta si incontra Lilith e sappiamo che all'inizio lei ha questa esperienza con Cam che determina tutto quello che poi Cam è diventato. Lui è così a causa di Lilith, ha compiuto questo grande cambiamento per lei ed è diventato questa forza oscura proprio a causa sua. Ho realizzato, quando ho scritto di Lilith, che non avevo idea di chi lei fosse, non avevo passato neanche un po' di tempo a pensare a lei, a cercare di capirla. Lei era la domanda più interessante per me. E ho compreso la sua storia, ho capito dov'era e cosa le era successo e a quel punto sapevo di dover portare Cam da lei e vedere cosa sarebbe successo.

11. In Passion hai scritto le storie di tutte le Luce del passato. 
Qual è stata quella che hai preferito scrivere?
Le amo tutte, sono tutte molto importanti per me. Penso però che quella più emozionante per me sia quella ambientata in Inghilterra, perché è iniziato tutto con quella, nel prologo di Fallen, e nel momento in cui l'ho iniziata a scrivere, come con Lilith, non sapevo nulla di questi personaggi, niente delle loro morti o della loro relazione. Mi è apparso tutto come un'immagine, qualcuno che diceva addio e non sapevo nient'altro di quello che stavano dicendo. E quindi tornare indietro e scrivere l'intera scena (in realtà l'ho scritta tre volte: il prologo di Fallen, quella dal punto di vista di Luce e quella dal punto di vista di Daniel in Passion), mi ha fatto vedere tutto più in profondità. La mia preferita da scrivere è stata quella dal punto di vista di Daniel, quando lui sta guardando se stesso mentre la perde attraverso una finestra, l'agonia. Quello è stato il momento in cui ho davvero compreso Daniel, mi ci è voluto parecchio tempo, ero a circa metà della serie. Ma è stato quello il momento in cui ho capito qual è la forza, l'intensità di quello che lui stava attraversando. 

12. Puoi dirci qualcosa sul messaggio che volevi lasciare ai lettori?
Sai, ci sono molti di temi e concetti su cui lavoro tutto il tempo, immagini a cui faccio riferimento più volte, ma sono molto cauta nel parlare esplicitamente di alcun messaggio ai lettori perché, per prima cosa sono rimasta stupefatta da quante diverse impressioni e reazioni ho ricevuto da lettori da tutto il mondo, e non voglio limitarli dicendo che il libro parla di questa cosa. Onestamente è molto evidente che credo nel potere dell'amore, di come può trasformarci, e di come dobbiamo fidarci dell'amore e lasciarlo fare. Ma credo che sia tutto quello che posso dire parlando "messaggio".

13. Hai mai fatto sogni sui tuoi personaggi?
Oh yes!! Sopratutto quando arrivo alla fine della prima stesura, che di solito è la parte più difficile per me quando scrivo. Amo la parte di revisione e amo rileggere e sentirmi felice mentre lo faccio, ma la prima stesura è un periodo piuttosto oscuro per me e mi sembra sempre che non riuscirò mai a finire il libro. E inizio a sognare molto la storia quando sta per finire questo periodo, soprattutto le ultime due o tre settimane di scrittura. Mi sveglio nel bel mezzo della notte e penso “Oddio, ho capito tutto!” e lo scrivo sul mio telefono o qualcosa del genere. Poi mi sveglio il mattino dopo e quello che ho scritto non ha assolutamente senso.

Però hai pubblicato un sacco di libri, quindi probabilmente sai cosa stai facendo.
Sì, forse qualcosa che funziona nella mia testa c'è.

14. Magari ti hanno già fatto molte volte questa domande,
 ma volevo sapere qual è la parte peggiore e la migliore del tuo lavoro.
Uhm, penso che la peggiore sia davvero la prima stesura.
Tirar fuori la storia per me è una parte importante e non diventa mai più facile. È strano perché ormai so come vanno le cose, so già che a metà del libro inizierò a sentirmi tremendamente, ma sapere che succederà non aiuta!
Credo che le persone che mi conoscono riescano un po' a capirlo, infatti, mi dicono “Ah, devi essere a due capitoli dalla fine! Sei sempre così quando mancano due capitoli alla fine!”
C'è qualcosa di molto spaventoso in tutto questo; sono da sola, a volte faccio leggere il mio lavoro al mio agente, a un amico intimo o a mio marito, ma rimango comunque molto isolata. In ogni altro aspetto della mia vita sono molto socievole e vado d'accordo con diverse persone, ma con questo è semplicemente impossibile. Ogni volta mi sento sul punto di lasciar perdere, ed è quella la parte più difficile: andare avanti.
La parte migliore? Ce ne sono così tante cose che amo, soprattutto nei giorni in cui la scrittura va bene. E poi come dicevo la revisione, in particolare quando riesco a comprendere e risolvere un problema. Prendere una scena che non funziona e qualcos'altro che non funziona, metterli insieme e improvvisamente prendono vita. Non sapevo neanche di star scrivendo per un pubblico giovane, sapevo solo che stavo scrivendo una certa storia. Ma incontrare i lettori che stavano leggendo i miei romanzi e sentirne l'entusiasmo, è quello che mi ha fatto andare avanti. Ogni volta che sentivo che stavo per abbandonare (cioè ogni volta che scrivo) questo è quello che mi ha fa andare avanti. 

15. Hai detto che ti isoli molto quando scrivi: scrivi a casa oppure, come vedo fare alcuni autori, 
ti metti in luoghi pubblici, come bar o altro?
Io non ci riesco, no. Ci sono troppi fattori a rischio. Devo essere sempre molto controllata, mi piace il silenzio. In realtà lavoro a casa ma non ho più di tanto silenzio, perché ho due bambini urlanti con me. Da una certa parte è molto bello essere in grado di stare con loro, fare una pausa e andare da loro per il pranzo, ma io davvero non posso andarmene...
Ho un sacco di amici che dicono “Andiamo tutti insieme e affittiamo una casa in montagna!”
In un certo senso suona romantico, andare tutti insieme e passare le giornate insieme, parlarne e confrontarsi, ma sai per me non è così semplice. Non è detto che io sia pronta ad uscire dalla storia alla fine della giornata o parlarne. È davvero una sfida che dura per mesi e mesi finché non finisce, e solo a quel punto posso andare in montagna!

16. Però nessuna di voi ha ancora parlato di Teardrop! [con questa domanda si è inserita la traduttrice di Lauren Kate, Maria Concetta Scotto di Santillio] A me è piaciuto molto, è diverso dalla solita storia di vampiri e angeli... Il mito di Atlantide è comunque una cosa meno conosciuta nel mondo del Fantasy...
Sì. Io sono sempre stata interessata ad Atlantide ma non avevo mai capito come formare una storia, e stavo pensando all'idea di un'apocalisse dell'acqua ma non sapevo come trasformarlo nel genere che di solito scrivo io, che di solito tende molto al tema dell'amore. Quello che mi ha fatto iniziare è stato quando stavo scrivendo tutta questa roba su Atlantide e un giorno stavo finendo di scrivere Rapture e stavo facendo molta fatica con una scena ed avevo toccato il fondo, volevo mollare, e stavo per mollare e stavo per avere un bambino!
Mio marito non capiva, non mi stava ascoltando e abbiamo avuto questa lite sul fatto che lui non capiva che per me non riuscire a scrivere questo capitolo era la fine del mondo o che altro. Mentre stavo piangendo lui ha preso una delle mie lacrime sulla punta del dito e mentre ci stavamo guardando l'ha portata al suo occhio, e ha sbattuto le ciglia. Quindi lui ha preso la mia lacrima e l'ha portata nel suo corpo e non abbiamo dovuto dire niente dopo questo momento.
Questa è anche la prima scena di Teardrop, e si connette al discorso di prima sul potere delle nostre emozioni.

17. Hai qualche altro progetto in ballo?
Sì, sto lavorando a qualcosa ma non so ancora descriverlo, è troppo presto per dire qualsiasi cosa. È una sorta di romanzo storico ambientato durante una grande guerra, ed è una storia d'amore. Ci sono due nemici che si innamorano.

18. Lei (la traduttrice) ha detto che non avevamo ancora parlato di Teardrop, 
ma in realtà non abbiamo parlato neanche di Princess! può dirci qualcosa a riguardo?
Sicuramente! Questo è il mio primo libro, una storia raccontato dal punto di vista di Lady Macbeth. È quello che penso succederebbe se Lady Macbeth vivesse in una normale scuola americana come un'adolescente. Con la determinazione di diventare qualcuno nascondendo tutti i suoi errori e continuare a crescere.
La gente mi chiede sempre se in Fallen ci sono aspetti autobiografici, dove sono io in Fallen, se sono andata in una scuola come quella o se una qualsiasi di queste cose mi siano realmente successe. In realtà, di tutti i miei libri, questo è forse quello più autobiografico. Non che io sia come la narratrice, ma il mondo è molto simile alla scuola superiore a cui sono andata io. Vengo dal Sud e il grande ballo della scuola era il punto di svolta dell'anno scolastico: l'isteria che coinvolgeva tutta la scuola in quel periodo, la pazzia che prendeva tutti le ho catturate in questo libro. Quindi in parte sono io e in parte è Shakespeare.
In qualche modo penso che questo sia ciò che mi ha portato a scrivere Fallen. Perché prima di scriverlo non conoscevo molti fantasy, né ne leggevo molti.
Ho scritto Princess semplicemente lavorando con “Macbeth”, c'erano le streghe, una specie di porta che dava sul paranormale e così le streghe in questo romanzo non sono le tipiche streghe ma sono connesse a qualcosa d'altro. Penso che al momento fossi interessata a questo aspetto più che a qualsiasi altra cosa. È ciò mi ha attirata nel mondo del fantasy e tutte le possibilità che c'erano, direi che è da qui che è nato Fallen.



Siamo arrivati fino in fondo, la giornata è stata bellissima, il “bottino” pure. Lauren è stata dolcissima e disponibilissima, ha firmato tutte le copie che abbiamo portato e si è resa disponibilissima per foto e chiacchiere aggiuntive ^____^
Quello che vedete qui a fianco sono tutti il romanzi della saga Fallen che avevo a casa e che Lauren a firmato uno per uno con una dedica differente su ognuno, ma quanto è stata carina?
Ringrazio ancora le mie compagne di avventura (Chiara e Nora), Giulia e Lauren per il pomeriggio, nella speranza di una nuova occasione al  più presto!

Ciaooooooo ^___^

2 commenti

  1. Bellissima intervista, me la sono gustata proprio tutta! Non vedo l'ora di mettere le grinfie su Angels in the dark e di vedere il film! *.*

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    1. Awwww anche io sono curiosissima di vedere il film!!!! ^____^

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